Castel del Monte

Castel del Monte è un imponente e magnifico edificio di forma ottagonale, con otto torri agli spigoli anch’esse ottagonali, otto stanze di forma trapezoidale, per ciascuno dei due piani, che ruotano attorno ad un cortile ottagonale, con i suoi elementi strutturali e decorativi in pietra calcarea, breccia corallina e marmi, sintesi di reminiscenze classiche e di suggestioni provenienti tanto dall’Oriente quanto dalla cultura gotico-cistercense. L’edificio è un castello medievale dalle forti valenze simboliche, una vera e propria struttura fortificata avente funzioni polivalenti: residenziali, rappresentative, nonché strategico-militari, in quanto parte integrante nell’organico, capillare ed efficace sistema castellare federiciano, per il governo e il controllo del territorio.

La sua costruzione commissionata da Federico II doveva ormai essere in via di completamento nel 1240. Il castello, infatti, è utilizzato nel 1246 da Manfredi, figlio di Federico II, per imprigionare dei sudditi ribelli e, nel 1249, per svolgere i festeggiamenti di Violante, figlia naturale dell’imperatore, con Riccardo conte di Caserta.

Anche in epoca angioina il castello mantiene sostanzialmente le funzioni d’età sveva. L’avvento dell’era moderna segna l’inizio di una lenta e inesorabile decadenza dell’edificio. Nel 1876 viene acquistato dallo Stato Italiano e nel 1936 diviene Monumento Nazionale. Nel 1996 è tra i beni “Patrimonio mondiale dell’umanità” dell’UNESCO: “Possiede un valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme, l'armonia e la fusione di elementi culturali venuti dal Nord dell'Europa, dal mondo musulmano e dall‘antichità classica. È un capolavoro unico dell'architettura medievale, che riflette l'umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia”.

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