Castello Svevo di Bari

Posto al limite della città vecchia, il Castello Svevo di Bari ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni e rifacimenti. Il nucleo originario del castello, a pianta trapezoidale con torri angolari, risale a Ruggero il Normanno che fece edificare il castello sui resti di un abitato di età bizantina.

Danneggiato in seguito alla rivolta dei baresi contro Guglielmo il Malo nel 1156, fu ristrutturato e ampliato da Federico II di Svevia, tra il 1233 e il 1240 con la realizzazione del portale, del vestibolo e della loggetta affacciata sul cortile. Altri lavori di restauro interessarono la parte settentrionale del castello per volere di Carlo I D’Angiò, ad opera dei protomagistri Petro d’Angicourt e Giovanni di Toul.

Nel ‘500 Isabella d’Aragona e sua figlia Bona Sforza, duchesse di Bari, trasformarono il castello in una dimora principesca, avviando lavori di ammodernamento e rafforzamento con la cinta bastionata e il fossato, resi necessari per l’utilizzo delle armi da fuoco, la risistemazione del cortile interno con la scalinata a doppia rampa, la costruzione della cappella dedicata a S.Stanislao, protettore della Polonia, e la decorazione delle sale al primo piano. Trasformato nell'Ottocento prima in carcere e poi in caserma, il castello oggi ospita ospita la Gipsoteca, che raccoglie una collezione di copie di decorazioni scultoree di monumenti religiosi e civili della puglia dal Medioevo al XVII secolo e una sala multimediale. Si possono inoltre visitare scavi archeologici di epoca bizantina, normanna e svevo-angioina.

Dal 14 giugno al 1 settembre 2020 sarà visitabile la mostra "Moda al Castello - Collezioni di abiti storici in Puglia”.

Stampa

FaLang translation system by Faboba