Museo Archeologico - Castello di Gioia del Colle e Parco Archeologico di Monte Sannace

Il castello di Gioia del Colle

Il castello si eleva al centro dell'insellatura che divide le murge orientali da quelle occidentali. Tutta la costruzione presenta un sincretismo architettonico ed artistico realizzatosi in tre tempi diversi: Prenormanno, Normanno, Svevo, con una sostanziale prevalenza dell'opera federiciana.
A Federico II di Svevia si deve la sistemazione definitiva di tutto l'impianto monumentale così come lo vediamo oggi: il cortile, ampio nel suo insieme, con l'intero organismo costruttivo gravitante intorno ad esso, riflette lo schema tipologico dei castelli federiciani a pianta quadrilatera con torri angolari. A questi luoghi si lega la triste leggenda di Bianca Lancia, amata compagna di Federico II, accusata di adulterio, fu reclusa nella prigione del castello dove morì suicida dopo aver dato alla luce il piccolo Manfredi. Il Museo Nazionale Archeologico con la sua sede nel castello normanno svevo, è stato istituito nel 1977 e raccoglie reperti provenienti in gran parte dalla zona archeologica di Monte Sannace: si tratta di pregevoli reperti ceramici e manufatti appartenenti agliantichi Peucezi che dal VII sec. a.C. svilupparono aspetti culturali distintivi rispetto alle coeve popolazioni insediate nella Puglia settentrionale e meridionale. Tra i numerosi oggetti esposti, prevalgono vasi geometrici e figurati, armi e strumenti in bronzo, ornamenti in metallo e in ambra e statue fittili. Oltre ai reperti di produzione indigena sono presenti anche vasi corinzi, ionici e attici, tra cui si distingue uno splendido cratere corinzio, attribuito al Pittore di Memnon.

Parco Archeologico di Monte Sannace

L'abitato di Monte Sannace, uno dei più importanti e noti della Puglia antica, si trova circa 5 km a nord-est di Gioia del Colle, al centro del territorio delle Murge. Oggi il parco archeologico racchiude in se una duplice valenza, quella storico– archeologica e quella naturalistico – ambientale infatti sono conservati e fruibili i resti antichi e un ambiente naturale ancora incontaminato. L’antico insediamento di Monte Sannace occupa la sommità di una collina che raggiunge 382 metri sul livello del mare, denominata acropoli, insieme alla zona pianeggiante, che si estende a 340 metri sul livello del mare.
Nell’area di Monte Sannace è attestata una continuità di vita che va dal neolitico al I sec. d. C. ma la documentazione archeologica diventa più consistente a partire dall’Età del Ferro, periodo al quale risale il primo insediamento di capanne. Alla fine del V sec. a.C. si registra, per la città di Monte Sannace, una ripresa economica e politica che perdura fino al III sec. a.C.. Si sviluppa, infatti, il periodo di maggiore splendore del centro peucezio, al quale l’aumento della popolazione e l’espandersi della città impongono una nuova organizzazione urbana. L’abbandono dell’insediamento fin da epoca antica ha creato le condizioni favorevoli per un’indagine sistematica dell’area. Sono stati individuate diverse parti della città: un’area pubblica e settori privati sull’acropoli, abitazioni, botteghe, strade e numerose sepolture in pianura e quattro circuiti murari difensivi che seguono la progressiva espansione dell’abitato.

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